PROVA A CHIEDERE A UN OMOSESSUALE

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Intolleranza zero, diffidenza, compassione

 

 

Intolleranza zero, diffidenza, compassione: sono questi i tre atteggiamenti che il più della gente dimostra verso di noi, gli omosessuali. Io parlo per il mio, sono una lesbica ma non è nemmeno difficile mettermi nei panni anche di un giovane ragazzo gay! Dicono dicono – lasciateli dire – che gli omosessuali oggigiorno godono di tutte le libertà e che l’omofobia non esiste più e che la società si sta sempre più degradando, per colpa di tutte queste licenze sessuali di cui, noi, siamo i primi responsabili e protagonisti. Ma io guardo alla mia realtà, io mi guardo molto intorno e vedo, leggo bene la bugia, l’ipocrisia celata dietro a tutto questo. Ipocrisia, è la parola giusta. Viviamo in un mondo di ipocriti, non è vero? A questi io risponderò che il male più grande della società è l’aver ridotto l’amore e il sesso ad un oggetto, ad una cosa, l’aver costruito palazzi senza fondamenta: coloro che si dicono “perbene” hanno perso il senso del bene. Sono solo perbenisti. Dio è morto così, coloro che lo difendevano sono coloro che l’hanno ucciso.

Oggi ho avuto una piccola discussione con mio papà. Meno che una discussione, perché la discussione esige confronto: mio papà, al contrario, si è solo limitato a imporci il suo parere, vendendocelo come “verità”. Io ho dovuto tacere: tengo nascosta la mia omosessualità a lui sin da quando ho scoperto di essere omosessuale, già a 14 anni. Ma questa è una storia lunga, che ora tralascerò.

L’altro giorno lui è stato ad una riunione con ragazzi più o meno della mia età – dai 17 ai 23 anni. Alla riunione era presente un sacerdote e una psicologa. La psicologa introduce il discorso omosessualità, e mio padre interviene. Queste sono le esatte parole che lui mi ha riportato:

“Ho detto loro che gli omosessuali sono dei MALATI. E che meritano di essere curati. Ho detto loro che finchè non riconosceremo l’omosessualità come una malattia, allora nessuno proverà mai a cercare un sistema per curarla. Questo è il vero problema. Nessuno ha mai provato a curarla (cosa non vera, il tentativo è stato fatto da un associazione americana di ferventi cattolici, associazione a cui hanno aderito non pochi omosessuali confusi, e tra questi il famoso “Luca”, in base alla cui esperienza il cantante Povia, dopo “ I bambini fanno ooh”, “Barbalunga” e “Le zanzare”, ha scritto “Luca era gay”!). Ho detto loro che gli omosessuali sono spuntati fuori quando la donna ha voluto mettersi al pari dell’uomo e fare il suo mestiere. Se uno è omosessuale, che vada a operarsi! Perché io non ho mai visto che esiste il terzo sesso in natura. Certo! Vogliamo usare i termini adeguati? Non terzo sesso! Ma sesso malato! Siamo tutti d’accordo che esiste l’aids? Beh, l’aids è dovuto agli omosessuali. Gli omosessuali non sono altro che una malattia che ha generato una malattia” Poi aggiunge “Anche il prete era d’accordo con me. E i ragazzi, dopo le iniziali polemiche, sono rimasti un po’ spiazzati!”

Si narra però che una ragazza, una ragazza sola sia rimasta, una ragazza un po’ pazza sì, lei, baluardo nostro … lei si è esposta per proteggere tutti noi, anche di fronte ad un’assemblea soggiogata e stordita dalle parole di un incivile, senza occhi e senza orecchie, senza cuore.

 

Caro papà, non hai il cuore per vedere che io, tua figlia, sono io una di quelle persone che tu dici essere MALATE? Tu hai una trave nell’occhio, caro padre. Hai mai provato a chiedere ad un omosessuale? Prova a chiedergli se è felice.

 

 

PROVA A CHIEDERE A UN OMOSESSUALEultima modifica: 2010-06-19T15:39:00+00:00da hamlet91
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