Diario di una scrittrice che vuol fare la biologa

Parte 1

 

11 Settembre 2010

 

Ebbene sì, non chiedetemi come, non chiedetemi perché, ma questo è quello in cui ho deciso di applicarmi nei prossimi tre anni della mia vita. Tre anni oppure uno soltanto, questo ora non lo posso sapere. Le buone intenzioni ci sono; forse qualcosa di più delle buone intenzioni, tant’è vero che, se così non fosse, non avrei già iniziato a studiare. Anzi no, togliamo il già: inizio a studiare da oggi, ho da prepararmi per un esame che, seppur non selettivo, ha una certa importanza … se dovesse andarmi male (come credo, visto il poco tempo a mia disposizione) risulterei con debito formativo. Da colmare, assolutamente. In effetti, i miei anni di Liceo li ho passati a studiare con passione il Latino, il Greco, la letteratura inglese e italiana, la Divina Commedia, i Promessi Sposi … passione e anche un po’ di divina riluttanza. La mia attività principale è sempre stata studiare! Ma una parte di me, molto svogliata e pigra, rifiuta lo studio e passerebbe volentieri tutto il suo tempo a leggere, scrivere e sognare d’amore, oppure a fare l’amore, a camminare per i campi, arrampicarmi, patire il freddo per poi rintanarmi sotto la tenda, al caldo di un piccolo gas portatile, esercitarmi nel nuoto, nella lotta, bere crema di whisky al bar, fino all’ebbrezza, parlare di vita e di morte con il solo lume delle stelle, fare un viaggio in Brasile e visitare la foresta Amazzonica e imparare la lingua del posto, per parlare con il vecchio saggio della tribù, fumare, infine, le foglie di coca dalla pipa indiana, io passerei la vita in questo modo. Passerei la vita anche guardando le acque di un fiume: tutto scorre, panta rei. Leopardi diceva che nessun uomo è portato per le lettere lo studio, che se gli uomini studiano lo fanno per sforzo, abitudine, per una pressione di volontà. Dovrei averla qui la citazione, eccola:

 

Non è dubbio che l’operare è tanto più degno e nobile del meditare e dello scrivere, quanto è più nobile il fine che il mezzo, e quanto alle cose e ai soggetti importano più che le parole e i ragionamenti. Anzi niun ingegno è creato dalla natura agli studi; né l’uomo nasce a scrivere, ma solo a fare.

 

Operette Morali – Del Parini ovvero della gloria

 

Forse è stato questo che mi ha portata a scegliere di dedicarmi alla biologia. Una necessità di fare, di imparare un mestiere. Studio ma un giorno uscirò fuori con un lavoro, un lavoro sempre a contatto con la Terra, quanto di più vero e intimo alla mia natura. Oggi ho studiato una cosa molto interessante: il libro di biologia dice che la vita è strutturata in livelli gerarchici, ognuno dei quali ha come base il livello precedente. Per far capire, il livello più semplice che opera tutte le funzioni vitali è … la cellula. Incredibile. Ognuno di noi è composto di cellule, tutto ciò che vive è composto da cellule, anche gli alberi, gli uomini come le erbacce, e le cellule sono come dei micro-organismi che, al nostro interno, si cibano, vivono e muoiono. Cacano e producono come noi. Possiedono persino un cervello, che è il DNA, una cosa meravigliosa, protetta dal nucleo, che contiene tutte le informazioni necessarie per la nostra vita. Eppure (e questo è scritto nel libro di biologia, non lo dico mica io) lungi da noi il pensare che l’uomo sia semplicemente un insieme di organi, a loro volta un insieme di tessuti, a loro volta un insieme di cellule, a loro volta un insieme di atomi. Errato! Il tutto è più della somma delle sue parti. Infatti, l’interazione (è una parolona sì lo so, diciamo…la cooperazione!) delle cellule tra di loro, dei tessuti fra di loro, degli organi fra di loro produce un essere, il quale è per l’appunto l’uomo (e che in termini scientifici potremmo dire essere il livello gerarchico di vita più evoluto intellettualmente!) dotato di proprietà del tutto speciali e particolari (anche qui il libro le definisce proprietà emergenti, perché paiono appunto emergere dal nulla, perché prima non esistevano) che le cellule in sé non possedevano.

Quanto si potrebbe dedurre da tutto questo! Che belle cose genera la cooperazione! E quanto è organizzata la natura! Sembra che qualcuno l’abbia fatta con un pennello, bella apposta, e tutta perfetta. È una visione anche questa del tutto umana … col suo cervello l’uomo ha classificato, schedato, organizzato … ad ogni modo, tutto questo ha il suo fascino. Spero di non aver annoiato nessuno. E se così fosse … vi pregherei di farmelo sapere: non si sa mai che domani io mi metta a discorrere di filosofia, psicologia o letteratura!

Diario di una scrittrice che vuol fare la biologaultima modifica: 2010-09-12T22:08:00+00:00da hamlet91
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